giovedì 4 novembre 2010

Nana Korobi Ya Oki 七転び八起き #3

Immaginate di organizzare un viaggio in Giappone e immaginate di volerlo fare completamente lasciati a voi stessi, senza guide o viaggi organizzati. Immaginate a questo punto di voler andare in un famoso ristorante o un hotel come nell'immagine, magari un pò isolato e non al centro, avete solo l'indirizzo e non potete chiedere aiuto a nessuno. Sappiate che senza navigatore sarà praticamente impossibile arrivarci, per me di sicuro. Il sistema di localizzazione di case e posti non è assolutamente come quello a cui siamo abituati. Il sistema di indirizzi Giapponese è organizzato in maniera gerarchica, al contrario nostro vanno dal generale al particolare, questo è dovuto sia dalla loro forma mentis sia dalla mappatura delle loro città che non è lineare. Se vogliamo andare in quel ristorante avremo l'indirizzo che inizia con il c.a.p. , seguito dalla prefettura Ken, poi la città Shi, quartiere, zona, isolato, edificio ed infine cognome e nome. Il motivo per cui ho definito l'organizzazione degli indirizzi giapponesi gerarchica è che i palazzi ed i luoghi sono numerati. La numerazione è data dall'anzianità di una costruzione. Se nella zona A ci sono dieci palazzi questo non significa che affianco al palazzo 1 ci sia il 2. Data la natura cronologica di questa localizzazione vi è il chaos più totale perchè la nostra logica di indirizzi è totalmente abbandonata. Arrivati nella zona se non si ha una mappa è impossibile trovare un posto.

martedì 2 novembre 2010

Broadcast: il mio verbo irregolare inglese preferito!

1926, John Reith (primo direttore generale BBC) :"Il broadcasting deve essere gestito come servizio pubblico ben definito da precisi standard. Ciò vuole dire che non può essere usato unicamente per finalità d'intrattenimento. Impiegare uno strumento così grande e universale solo per intrattenimento costituisce non solo un'abdicazione di responsabilità, ma anche un insulto all'intelligenza del pubblico. Il broadcasting dovrebbe portare il meglio della cultura e della conoscenza umana nel maggior numero possibile di case e nella più ampia quantità. Spesso, è vero, siamo accusati di dare al pubblico ciò di cui noi pensiamo abbia bisogno e non ciò che vuole, ma pochi sanno ciò che il pubblico vuole realmente e pochi conoscono ciò di cui necessita. In ogni caso è sempre meglio sopravvalutare le sue capacità piuttosto che sottovalutarle."

Mi sembra evidente che oggi, allo stato delle cose, o la cultura/conoscenza umana sta passando un periodo particolarmente sfigato, oppure i broadcaster considerano il pubblico niente più che una merda. Che merda!