You have heard already about the strange dream that I had last night. But I will come to the dream later. I have something else to say first.
giovedì 4 novembre 2010
Nana Korobi Ya Oki 七転び八起き #3
martedì 2 novembre 2010
Broadcast: il mio verbo irregolare inglese preferito!
Mi sembra evidente che oggi, allo stato delle cose, o la cultura/conoscenza umana sta passando un periodo particolarmente sfigato, oppure i broadcaster considerano il pubblico niente più che una merda. Che merda!
giovedì 28 ottobre 2010
IL CAMBIAMENTO CLIMATICO STA AVVENENDO. RINFRESCHIAMO UN ATTIMO LA MEMORIA.
Dati dell’ International Panel on Climate Change.
Nana Korobi Ya Oki 七転び八起き #2
Si può traversare un fiume, un tratto di mare. La distanza può essere piccola o grande. Nel corso della nostra esistenza incontriamo spesso situazioni paragonabili a una traversata. Prima di affrontare le acque di un fiume o di un mare è necessario conoscere bene il percorso da compiere e l’affidabilità del nuotante. Ci si deve anche informare sulle condizioni del tempo. Solo quando è tutto a posto si salpa. Si può navigare con il vento in poppa, di traverso o di bolina; qualche volta bisogna anche remare per raggiungere l’altra sponda. Anche nella vita bisogna avere la determinazione di superare tutte le difficoltà che si frappongono alla nostra avanzata. Nei combattimenti, secondo la via dell'Hejō, ci si deve comportare come quando attraversiamo un fiume o un tratto di mare: bisogna conoscere tutti i segreti dell'avversario, come un abile pilota conosce i segreti dei fiumi e dei mari. Quando hai superato questo scoglio sei al sicuro. La conoscenza dei punti deboli del nemico ti concede un grosso vantaggio e ti assicura la vittoria.
Studia con attenzione questo capitolo, perché la strategia della "traversata" è assai importante sia negli scontri individuali che nelle battaglie. Miyamoto Musashi - Gorin no sho - Hi (Il libro dei cinque anelli - Il Fuoco)
lunedì 25 ottobre 2010
Forse cercavi: la voglia di studiare
giovedì 14 ottobre 2010
Nana Korobi Ya Oki 七転び八起き #1
靴を取る
Vi è un’usanza che probabilmente avrete visto mille volte negli anime giapponesi e forse non vi siete neanche mai chiesti il perché di tale abitudine: togliersi le scarpe entrando in casa. Non è una cosa banale o strana, oramai è un’abitudine che i Giapponesi hanno da moltissimo tempo. La sequenza di questo gesto è molto semplice: entrati dalla porta d’ingresso vi troverete di fronte ad un gradino di qualche centimetro preceduto da una zona apposita dove vi toglierete le scarpe, poi dovrete stare attenti a non calpestare la parte di pavimento dove avete lasciato le calzature ed entrare effettivamente in casa poggiando i piedi sul gradino dove ci saranno delle ciabatte, ovviamente pulite, appositamente lì per gli ospiti. Se volete vedere un Giapponese standard alterato entrate in casa sua senza toglietevi le scarpe e probabilmente lo vedrete diventare rosso come un peperone ed offeso, non credo che vi dirà mai niente di cattivo , sono sempre molto pacati e gentili, ma sappiate che per loro equivale a un gesto di grande scortesia. Addirittura dicono che l’unica persona ad entrare in casa senza togliersi le scarpe è il ladro. In ogni caso non è una tradizione legata solo alle abitazioni. Il mio professore italiano di日本語 ha insegnato italiano in Giappone per undici anni e ci ha detto che è cosa comune vedere persone in treno levarsi le scarpe, professori ricevere nel loro ufficio con le pantofole o professionisti nei loro uffici senza calzari. Assurdo, ma a questo punto forse no, anche addirittura nelle scuole, dove oltre alla divisa, puntualmente, quando si entra si cambiano le scarpe. Ovviamente tutti i rituali e sport tradizionali giapponesi si svolgono a piedi nudi, dall’Ikebana alla Sumo. Le motivazioni dietro questa tradizione sono semplici. La mia prof di giapponese ci spiegò che così la casa rimane pulita e inoltre oramai è tradizione e naturale farlo, sarebbe strano il contrario. Inoltre in Giappone si crede che camminare e fare attività direttamente a contatto con il suolo serva a scaricare lo stress accumulato nella giornata, e loro ne accumulano davvero tanto. Ci ha spiegato che oltre a queste ovvie ragioni di pulizia vi è anche un’origine storica e religiosa, dove secondo l’ideologia shinoista che vede l’uomo e la natura unite, dove lo spirito fa da tramite tra terra- corpo- cielo, dunque tutto ciò che separa il corpo dalla terra è visto come negativo, da qui è nata la tradizione che si è poi evoluta e adattata al particolare stile architettonico giapponese. Infatti il modo di vivere ed essere organizzati, anche nelle case, è molto particolare ed indicativo della mentalità nipponica, unico paese al mondo dove la gente paga per dormire in delle capsule, non a caso. Naturalmente il tutto viene fatto con ordine, addirittura ci sono le ciabatte per il bagno e per il balcone, da cambiare quando si entra in queste zone della casa. Rigorosamente le scarpe devono essere con la punta rivolte verso l’uscita, pronte ad essere infilate al volo quando si esce.Quindi se andate in Giappone ricordate di lavarvi spesso i piedi per evitare brutte figure.
| 起き | Dopo la pioggia |
| 上がる聞く仄かなる | Un po’ smunti si levano |
| 水の後 | I crisantemi |
lunedì 11 ottobre 2010
Il tempo è denaro
sabato 9 ottobre 2010
Una serata in un bar qualunque.
- Si ma figa OH!!!!!!! Vieni qui e devi aspettare due ore per un panino marcio; poi aspetti tutta la sera per andartene, arrivano le 11 che nessuno ha più voglia di fare un cazzo, per poi andare a casa a dormire.
- Oh, hai una siga?
- EEEHH ma non le hai mai!!! Oh!!!
- Oggi ho messo sul Panda i cerchioni da rally e son fiero.
- Si ma te non hai mai visto che freni a mano che faccio con il mio pandino, l’altro giorno stavo andando a casa, trovo un po’ di sabbietta in uno spiazzale, oh! Ho fatto un leva che a momenti mi cappottavo.
- Ma non sparare bombe, Oh! Che non t’ha mai visto nessuno fare i leva.
- Si perché quando fai una qualcosa, figa, non c’è mai nessuno che può testimoniare.
- Oh, ieri in camionale ho visto uno che si è stampato in moto, figa. Si è fatto troppo male, cazzo, oh!
- Si era Gigio!!
- Ma cazzo dici, oh! Era il muratore che lavorava davanti a casa mia!!
- Oh!! Figa, per me era Gigio!!!
- Oh!! Cazzo, figa, hai visto il suo amico com’è storto, quello ogni sabato sera va’ in disco e prende due paie di cale e 3 o 4 trip!!
- OOOOHHH!!
- OOOHHH!!!
- Non me ne fotte un cazzo, me lo può solo succare!!!
- Oh, cioèffiga, hai una siga!!
- Oh ma non le hai mai!!!
- Dai non fare la piattola, domani te la ridò! Dai sgancia il marlburè
- Domani se mi gira mi faccio un cillomone con la uedra da un chilo!!!
- Oh dai?
- Oh, io porto lo stucco!!
- Che pacco ste serate, domani mi cerco anch’io la tipa.
- Oh drogati io vado a casa, Ciao!!
- Oh, sei ancora qua?
- Vado anch’io che vado a casa a spararmi un seghino.
- Va bè ciao!!
- Ciao, ci si vede domani.
- Ma a me non me ne fotte un cazzo……
- Ciao
Anche oggi ho passato una serata qui, in un bar che potrebbe essere qualunque bar, in una città che potrebbe essere qualunque città, un bar con dentro dei tipi che aspettano domani per farsi un cilum, ma domani è troppo tardi quindi se lo fanno subito…. E la vita trascorre così.
giovedì 7 ottobre 2010
Nana Korobi Ya Oki 七転び八起き #0
mercoledì 6 ottobre 2010
"Mattino Cinque's burning"
Questo articolo è tratto dal Corriere della Sera del 5 Ottobre (ndr ieri), pagina 27, rubrica "In culo alla balena".
Ovviamente è solo un articolo, nulla di più. Ovviamente non se lo cagherà nessuno e non avrà risalto su nessun medium convenzionale, però mi da molto a cui pensare...
...In concomitanza con il discorso di Berlusconi alla Camera, momento cruciale per il governo che pone la fiducia proprio quando i finiani sembrano più lontani, il Belpietro è stato aggredito. Grande risalto alla notizia sulle principali reti nei giorni successivi. Il clima in redazione a Mattino Cinque sembrava quello che i fantini respirano ai cancelletti di partenza prima di un'importante corsa: eccitante. L'opinione pubblica, o almeno qualla grande parte a cui si rivolgono determinate trasmissioni e/o tutti, o quasi, i telegiornali, era incredula. Erano stati i comunisti, una banda armata organizzata che aveva premeditato il tutto! Basta con questo odio! Bata con questa violenza! Il profeta, proprio nel suo discorso 2 giorni prima del malefatto, aveva iniziato con un appello alla coesione e aveva parlato di «opposizione preconcetta e linguaggio infarcito di odio» ricordando che «spesso l'odio ha armato la mano dell'eversione». Visto? - mi dice l'opinione pubblica a cui si faceva riferimento prima - Aveva ragione...STANDING OVATION !
Si avvicina l'inverno e, come l'anno scorso, anche quest'anno un dubbio serpeggia nella mia mente. Non mi ricordo cosa successe l'anno scorso però...mi sembra riguardasse puttane (più e meno giovani) e sondaggi in calo. Che fastidio quando non riesci a ricordare una cosa!
Mi sa che ho pensato troppo per stamattina...
lunedì 4 ottobre 2010
Il web non dimentica mai
sabato 2 ottobre 2010
LO VEDETE QUESTO?
Il programma in questione è Il Testimone. Il nome è significativo: "senza buonismo nè retorica, Pif indaga sulle realtà poco conosciute o scarsamente frequentate dai media" (dalla vita circense alla vita dei moderni Peppini Impastato, dalla "chiamata" per vocazione spirituale alla chiamata ludica del pornoattore), proponendo uno sguardo crudo e nudo della realtà, supportato anche dall'effetto amatoriale delle riprese da lui stesso effettuate. Armato di telecamera a mano, nelle sue interviste e reportage Pif ascolta, cerca di capire, si preoccupa di spiegare e di offrire uno sguardo originale sulla realtà dando voce a tutti i diversi punti di vista perché "quello che ho capito è che c'è ancora molto da capire".
Aspettando la nuova stagione, potete trovare tutte le puntate de Il Testimone QUI !
venerdì 1 ottobre 2010
DUE GOLFI, UN RESET.
Il posto è una figata. È un vecchio edificio industriale da cui sono state ricavate 2 grosse sale per l’occasione condite con laser, led colorati, cessi chimici. È pieno di finestre sporche con vetri rotti, c’è un cortile coperto con tettoia, una datata macchina da stampa che non avrebbe sfigurato in una rivisitazione 80s di Tempi Moderni campeggia nella sala principale. Insomma la location non se la mena. Siamo presi bene – Nonno, dov’è il limoncio?! L’atmosfera che si respira è quella giusta, sciallata e meno milanese del solito. High five per gli organizzatori. La gente comincia ad essere tantina ma la musica è ancora un po’ sottotono, aspetteremo. Sigaretta, cazzate. Un'altra sigaretta. I Due golfi sono finiti. È l’1.00. Mi dicono che ci sono Piga e Bole fuori, in fila per entrare. La fila è esagerata, “da qui 120 minuti” stile Gardaland. Fanculo. Entrate con noi dall’uscita (che poi è anche l’entrata omaggi). Non ci crede nessuno, ma il Moccia sputacchia qualcosa alle due tipe addette alla lista-omaggi e, vuoi per l’occhio spento, vuoi per il congiuntivo inaspettato-ma-giusto, fa la mossa. Bella lì (e 2). Entriamo, Jägermeister e sbagliati. Al bancone incontriamo Carlos e la cricca della 500 che avevamo perso di vista, siamo sbronzi e facciamo balotta come si deve. La musica pian piano è sempre più sfacciata: i bassi ti scroccano una sigaretta e i watt delle casse ti fanno l’accendino. Non mi esalta ma ci sta. Andiamo a pisciare. Esco dall'Assab One con Piga e il Moccia per cercare un muro in posizione discreta ma non troppo. Eccolo, facciamo quello che dobbiamo fare ed è qui che si consuma il classico e immancabile rituale de l'urinata alcolica: incontriamo il Personaggio. Uno stravagante signore sulla cinquantina che esordisce avvisandoci della presenza della "madama". Una volta passato il pericolo ci offre con fare gentile le sue tenaglie personali (quelle dei ladri di biciclette) per tagliare una catena di cui a noi non fregava un cazzo. Boh. Per finire ci intorta con una profonda riflessione sull'amicizia che può essere riassunta in malo modo con la massima " gli amici veri oggi sono rari. Avevo quest'amico, ci hanno arrestati insieme...da quando si è sposato è sparito, neanche una telefonata". Cazzo, sono quasi le 2.00, ci affrettiamo a rientrare, sta per iniziare Tilt. Una volta dentro - bordello, la musica adesso ti prende a schiaffi e la vecchia fabbrica è piena di gente. Strano ma vero, ci riusciamo a muovere con agilità - mistero. Io e il Nonno, con Piga e Bole al seguito, decidiamo di piazzarci sotto il palco in zona calda. Arrivano le chicche: Kill all the white man, Invaders must die e l'ormai classica del set tiltiano The Brews sono quelle che mi ricordo. Le transenne che ci dividono dal palco oscillano disgraziatamente come il nonnino in fase di frenata in metropolitana a cui nessuno ha ceduto il posto. I buttafuori iniziano a rompere il cazzo. Nessuno gli da retta, altro classico di Tilt, tocca al kan kan - Razzu! Dove cazzo eri finito?! Sarà un'ora che non ti vediamo - Delirio. La gente balla scatenata. I vetri rotti e sporchi tremano. Tutto molto figo (a parte i buttafuori). Finisce il set di Tilt, promosso anche a sto giro. Sono le 3.37. Decidiamo di tornare a casa, non prima di una rustichella mal-riscaldata (molto male) e dell'ultima, ennesima sigaretta. Siamo stanchi e sfatti. Razzu è in macchina, chissà in quale universo parallelo, perso nel sonno più profondo, più nero del batacchio di un manzo nero in una notte senza luna nella prateria. So che sarà una faticaccia svegliarlo e farlo scendere.
Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.

