lunedì 25 ottobre 2010

Forse cercavi: la voglia di studiare


Una volta un informatico da due soldi mi ha detto che Google ti conosce meglio di chiunque altro. Sa più cose di te di quante ne possano sapere i tuoi amici, genitori, edicolante di fiducia o colleghi. Certamente il livello della qualità dell'informazione potrà non essere la stessa, ma per quanto riguarda la quantità non c'è partita. Quante ricerche fai in un giorno su google? Dieci, venti? Secondo me sono di più. Stamattina per esempio ho addirittura cercato "cavolini di bruxelles" per vedere una volta per tutte cosa avessero di speciale ste verdure che avevo scoperto alle medie perchè venivano diffamate su un raccoglitore della Smemoranda e, già che c'ero, ho provato anche a cercare se riuscivo a trovare un immagine di quel raccoglitore. Presente quando proprio non hai voglia di studiare?
  La cosa certa è che il numero di informazioni riguardanti noi surfisti senza tavola nel corso, non dico di una vita, ma  anche di solo qualche anno, fa si che sia (potenzialmente) possibile tracciare un profilo della persona, eclatante come mai prima d'ora possibile.  Qui ci si sposta dalla dimensione della conoscenza dizionariale del reale per quella che è l'identità che in un io-qui-ora ci si prospetta davanti, ad una dimensione della conoscenza ti tipo enciclopedica della somma telematica di tutte le identità che costituiscono l'individuo nelle varie occorrenze concrete (in università, in casa, quando sei sbronzo, quando non lo sei, al cenone di natale con i parenti, in vacanza all'estero). Il progetto della macchina che guida da sola (always from Mountain View) a confronto è un passatempo estivo da nerd brufolosi e l'uso di tale forbito linguaggio vuole sopperire, più o meno inconsciamente,  alla penuria di studio, osteggiando i sensi di colpa nel nome della Crusca.
  Il discorso della privacy dell'utente, soprattutto nel caso di google, è molto interessante ma la riflessione di un ragazzo di 23 anni che il lunedì mattina non ha voglia di studiare non aspira a tanto. 
Quello che sto cercando di dire è che non tutti sono consapevoli di che potenza si nascondi realmente dietro quella simpatica scritta colorata di blu, rosso, giallo e verde che fattura miliardi ogni anno e che ha la tecnologia per far guidare una macchina da sola e per farmi rivivere nella mente per 5 minuti i bei tempi delle medie quando c'erano raccoglitori, quablock a quadretti e quella grande invenzione che è stata il salvabuchi.


Nessun commento:

Posta un commento