giovedì 7 ottobre 2010

Nana Korobi Ya Oki 七転び八起き #0

Quando ci troviamo in ascensore con qualcuno con cui si ha poca confidenza, si crea una strana sensazione. Vuoi per la strettezza degli spazi, vuoi per il silenzio opprimente, si sente la necessità di dire qualcosa: in genere si finisce sempre col dire qualcosa sul tempo, chissà perché sia un argomento così gettonato poi. A me spesso capita di tirare fuori proverbi in mezzo a queste proto-conversazioni: delle formule molto semplici ed efficaci, anche se a volte noi le utilizziamo estraendole dal loro contesto originario. Chi di voi ha mai ricevuto in dono un cavallo e gli ha controllato la dentatura? Perché poi, mi chiedo, la dentatura e non gli zoccoli? Questi proverbi sono dei concentrati di cultura e inquadrano le abitudini ed usanze di un Paese. Non funziona così solo nel Vecchio Stivale, ma anche nel resto nel mondo, e che ci crediate o no a leggere i vari detti popolari europei non ragioniamo poi così diversamente dagli spagnoli o dai francesi o dai tedeschi. Ma l’altra fetta del mondo? Quella che fa colazione quando noi dormiamo? No, non sto parlando di chi frequenta il Fluid e prova a speronarti mentre vai a Venezia, ma dell’Oriente e anche degli altri Paesi che non conosciamo: dal Sol Levante alla Russia hanno modi di vivere e di dire totalmente diversi dai nostri, gesti e usanze che a noi sembrano stupide: provate voi a spiegare a un giapponese perché se rovescia del sale deve gettarne tre manciate dietro le spalle, rigorosamente alternando una manciata a destra e una a sinistra. In questa rubrica vi racconterò il mondo visto dagli occhi di altre culture, in particolare quella nipponica, i loro modi vivere e di essere, alcuni loro proverbi particolari ed abitudini alimentari: ogni cosa strana che per loro è regolare e viver quotidiano.

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