L’oriente da sempre ha prodotto un rilevante fascino per l’uomo occidentale. Una delle figure più accattivanti è rappresentativa dell’oriente è il
Samurai giapponese,conosciuto tramite il suo mito come il combattente che conosce perfettamente le arti marziali e pratica il suicidio rituale detto
Harakiri. Il verbo giapponese
Saburau è la probabile radice del termine
Samurai, l’etimologia di questa parola descrive pienamente il ruolo e la mentalità di questo guerriero, il verbo significa “servire”, quindi il termine
samurai si può tradurre come :
Colui che serve. In realtà il termine corretto per guerriero è
Bushi, difatti l’arte del combattimento giapponese si chiama
Bushi-do, dove
do, sta per via, metodo, inteso secondo la cultura giapponese di formazione del carattere come temperamento dello spirito. Il titolo di questa rubrica riprende uno dei famosi detti dei Samurai : Sette volte cadere, otto volte attaccare
Nana Korobi Ya Oki. In Giappone la storia è divisa per periodi nominati secondi determinati eventi fondamentali per quel periodo; la nascita dei
samurai è ricollegabile al periodo
Heian, ovvero la città che divenne capitale(la odierna
Kyoto) nell’anno 794 a.c. I vari feudatari ,detti
Damyo, iniziano a
costruirsi eserciti personali data l’impossibilità del governo centrale di garantire la sicurezza nazionale: nascono così i primi eserciti che saranno il fulcro della casta dei
Samurai. Da qui in avanti l’Imperatore continua lentamente a perdere il suo effettivo potere e a diventare un simbolo, un’immagine più che un governante, così nasce la figura dello
Shogun nel 1192 d. c che sarà il vero detentore del potere temporale. La casta dei
samurai inizia adesso a detenere il vero potere essendo la milizia dello
Shogun(capo militare supremo), decidendo quindi con le loro battaglie le sorte del potere dello
Shogunato, che riconosce a questi il gradino più alto del potere sociale. Nel 1868 in seguito ad una guerra civile l’ultimo
Shogun cadde e venne ripristinato il potere imperiale. Verso la fine del XIX secolo venne abrogata la riforma dell’imperatore
Meji “Il giuramento dei cinque articoli” e in seguito a questa venne formato un esercito in stile occidentale, abbandonando quindi la spada
Katana e facendo entrare le armi da fuoco: sebbene ciò il
Bushido con il suo valore è rimasto fino ai giorni nostri come valore tradizionale dell’antico Giappone. Il 1873 d. c è l’anno decisivo per la fine dei
Samurai : l’imperatore
Meji dichiara illegale il possesso della
Katana. Dopo quasi un millennio scompare(burocraticamente) la classe dei
Samurai.
Si può traversare un fiume, un tratto di mare. La distanza può essere piccola o grande. Nel corso della nostra esistenza incontriamo spesso situazioni paragonabili a una traversata. Prima di affrontare le acque di un fiume o di un mare è necessario conoscere bene il percorso da compiere e l’affidabilità del nuotante. Ci si deve anche informare sulle condizioni del tempo. Solo quando è tutto a posto si salpa. Si può navigare con il vento in poppa, di traverso o di bolina; qualche volta bisogna anche remare per raggiungere l’altra sponda. Anche nella vita bisogna avere la determinazione di superare tutte le difficoltà che si frappongono alla nostra avanzata. Nei combattimenti, secondo la via dell'Hejō, ci si deve comportare come quando attraversiamo un fiume o un tratto di mare: bisogna conoscere tutti i segreti dell'avversario, come un abile pilota conosce i segreti dei fiumi e dei mari. Quando hai superato questo scoglio sei al sicuro. La conoscenza dei punti deboli del nemico ti concede un grosso vantaggio e ti assicura la vittoria.

Studia con attenzione questo capitolo, perché la strategia della "traversata" è assai importante sia negli scontri individuali che nelle battaglie.
Miyamoto Musashi - Gorin no sho - Hi (Il libro dei cinque anelli - Il Fuoco)
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